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Eventi e percorsi specifici

Percorsi su Adolescenza e Genitorialità: comprendere il cambiamento per crescere insieme

Adolescenza: davvero un problema o una fase da comprendere?

Guardando alla leggerezza con cui molti genitori tirano in ballo la fase adolescenziale dei loro figli per giustificarne i comportamenti ai loro occhi incomprensibili e legittimare le proprie reazioni conflittuali, non posso che condividere una riflessione su come l’equazione tra adolescenza e negatività debba essere funzionale a qualcosa di attualmente socialmente molto importante. Come, per esempio, radere al suolo il concetto di cambiamento, facendo di questo aspetto intrinseco della vita qualcosa di cui avere paura, da subire, piuttosto che una occasione da volgere a proprio favore. Faticosa, impegnativa, magari, ma anche strettamente connessa con lo stesso senso della vita, se così si può dire.


L’adolescenza, infatti, può essere a ragione presa come simbolo del cambiamento in fase evolutiva, così come la menopausa delle donne può esserlo per la fase della maturità. Entrambe queste circostanze della vita non fanno che essere prese e stigmatizzate, cioè in qualche modo inchiodate a un’etichetta negativa. Ma, per quanto ne sappiamo, toccando in sorte a tutte e tutti in un caso, e a tutte nell’altro, esse potrebbero più correttamente essere piuttosto il simbolo del fatto che tutti prima o poi siamo costretti a cambiare; che la vita ci costringe a misurarci con la dimensione del cambiamento, a famigliarizzarci con essa, quindi, e auspicabilmente, farne qualcosa di buono. A partire forse da situazioni scomode, difficili, dolorose: ma quale altro modo potrebbe costringerci a operare un cambiamento? Un cambiamento nel quale ci troviamo coinvolti attivamente, intendo, non uno di quelli che subiamo, come normalmente facciamo – essendo questo il modo in cui il concetto di cambiamento è socializzato, quindi di norma condiviso socialmente –.

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IL CONCETTO DI ADOLESCENZA

Il concetto di adolescenza coinvolge una relazione educativa: un adulto, oltre che l’adolescente in questione. Nel momento in cui tale concetto potrebbe stare, per ciascuno, per l’imprescindibile chiamata della vita a rispondere alla propria unicità, al benché minimo apparire all’orizzonte di un adolescente, non si perde invece occasione per scagliarglisi contro e agitarne lo spauracchio con decisione. Come se questo avesse senso o catturasse qualcosa dei cicli della vita che continuano ad avvicendarsi gli uni agli altri come hanno sempre fatto, incuranti delle classificazioni che di essi ne fanno gli esseri umani. E, nella fattispecie, l’adolescenza sta, alle altre età, come la precisa chiamata ad individuare il posto particolare che si è venuto a occupare nello spazio-tempo che si abita per la durata della propria vita, a tutte le altre sfide che la vita ti impone. Ovvero: non è per mancanza di rispetto al mondo degli adulti che gli stanno intorno che un individuo comincia, sul fare dell’adolescenza, ad autodeterminarsi e a rivendicare una libertà in tal senso; ma come risposta a un preciso mandato biologico, senza il quale l’individuo stesso si allontanerebbe automaticamente dallo sviluppo auspicabile e fisiologico della propria vita. 

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FERMEZZA VS OSTILITà

Tutto ciò chiama poi in causa il concetto di fermezza vs ostilità, ovvero: non perché sono comprensibili le ragioni per cui un adolescente impone la propria volontà, l’adulto smette di averne una a sua volta da onorare e con la quale fare entrare in contrattazione l’adolescente come chiunque altro – anche in virtù dei vincoli cui la ancora esistente, benché mutata, relazione educativa lo obbliga –. È il caso di dirlo, perché, mentre si disprezzano adolescenza e adolescenti, si fanno mancare loro le risposte contenitive di cui hanno ancora bisogno, insieme al riconoscimento che gli spetta; si rinuncia a interagire costruttivamente con loro nei momenti critici, con quella presunzione tipica di chi in realtà non è superiore, perché ignora o disdegna le opzioni che potrebbero portare ad un successo.



Si tratta quindi semplicemente di imparare, allenando questa precisa capacità o almeno provandoci, a mantenere il rispetto per sé stessi e le proprie istanze, senza al contempo mostrarsi stupiti di trovare nella persona dell’adolescente una volontà e delle istanze proprie, ma, al contrario, facendosene ispirare. Perché è vero che non facendolo si verrebbe anche meno al compito educativo non ancora portato a termine, ma prima di tutto si perderebbe l’occasione di meditare sulla propria unicità e la necessità, nonostante la grande fatica che comporta, di continuare ad esprimerla per tutta la vita, non solo durante l’adolescenza. 

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tutti i soggetti sono coinvolti

Fermezza o ostilità? Il ruolo dell’adulto

Il corpo gioca un ruolo centrale in questo processo. Non è solo il luogo in cui si manifestano i sintomi, ma anche lo strumento attraverso cui è possibile ritrovare equilibrio e benessere. Lavorare sul corpo significa sviluppare presenza, consapevolezza e capacità di ascolto. Qualità che non restano limitate al piano fisico, ma si estendono a tutti gli ambiti della vita, migliorando la gestione delle emozioni, delle relazioni e delle scelte quotidiane.

Riconoscere l’adolescente per costruire una relazione

Spesso, mentre si critica il comportamento degli adolescenti, si dimentica un elemento fondamentale: il bisogno di riconoscimento. L’adolescente ha bisogno di sentirsi visto, ascoltato e considerato nella sua individualità. Senza questo riconoscimento, il conflitto tende ad aumentare, così come la distanza nella relazione.



Interagire in modo costruttivo non significa evitare lo scontro, ma attraversarlo con strumenti diversi: più consapevoli, più presenti, più efficaci.

Un’opportunità anche per il genitore

Il confronto con un adolescente non riguarda solo lui, ma diventa un’occasione anche per l’adulto.

È un invito a interrogarsi su: le proprie reazioni, i propri limiti, la propria capacità di ascolto, la propria autenticità


Accogliere questa sfida permette non solo di migliorare la relazione, ma anche di continuare a crescere come individui.

Inizia il tuo percorso

Ogni relazione può evolvere, anche nei momenti più complessi. Se stai vivendo difficoltà nel rapporto con tuo figlio o tua figlia adolescente, puoi scegliere di affrontarle con maggiore consapevolezza e strumenti adeguati.