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abbraccio, feedback e spirali
LEZIONI DI TANGO ARGENTINO
Some Days Some Arts
Prossimo evento con lezioni di gruppo di Tango Argentino
10 Luglio 2026 – 24 Luglio 2026
Podere Calcinaia
Castelnuovo Berardenga, Castelnuovo Berardenga, Siena, 53019, Toscana
MICHELA CARPANELLI
LE MIE ORIGINI
Non sono argentina e non sono una ballerina professionista – né di tango argentino, né di balletto, né tantomeno della danza moderna e contemporanea che pure ho praticato per un bel numero di anni, remando contro la corrente esterna della vita che spesso porta in direzioni diverse da quelle che si sentono più proprie e rubando le mie ore di lezione di danza, prima, alla famiglia formata dai miei genitori e me e, poi, a quella che ho formato io e che comprendeva ben tre figli ora grandi –.
Sono italiana e sono appassionata di danza e di movimento in generale, delle sensazioni che si provano quando ci si muove. Per ragioni che hanno a che fare con la mia storia personale, non sono solo stata attratta dalla meraviglia delle sensazioni legate a un movimento armonioso ed efficiente, ma anche incuriosita da ciò che porta un sistema a ritrovarsi lontano da un modo efficiente di muoversi e, ancor più, di sentire.
Alla danza sono ricorsa appena ho potuto come mia naturale espressione; alla pratica sistematica del movimento in generale e al suo insegnamento, sono approdata forse per sopperire al fatto di non averlo potuto fare con la danza fin da bambina. Al tango argentino invece sono arrivata come a un salvavita nel mio periodo più buio, a cinquant’anni. L’ho fatto perché sapevo di dover ballare qualcosa che non avevo mai ballato prima e che mi costringesse ad un confronto con i temi del “maschile” e del “femminile”.
Non mi sbagliavo e, anzi, sono andata ben oltre il semplice trovare quello che cercavo.

Per me che nel frattempo mi ero allenata, attraverso il movimento, all’educazione alla presenza, all’ascolto, al sapere cosa stai facendo per provare a fare quello che desideri – piuttosto che non sapere come fare a raggiungere l’obiettivo, non perché non sai come fare o cosa fare, ma perché, incredibilmente, non sai da che punto stai partendo –; per me che mi ero allenata a “fare meno”, a questo scopo, a lasciare andare il lavoro superfluo o parassita; per me, infine, che avevo a quel punto le cartucce del pavimento, della gentilezza e della differenziazione, al mio fucile; per me che ci arrivavo con tutto questo bagaglio, l’incontro con il tango argentino è stato come accendere un fiammifero accanto a un cestino pieno di fuochi d’artificio.
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CHE COS'è IL TANGO ARGENTINO
Il tango argentino è prima di tutto l’abbraccio e il muoversi su una musica che esprime chiaramente forti emozioni tra persone che hanno bisogno di farlo. Poi è farlo nel solco di una tradizione sviluppata e consolidata nel mescolamento di tante culture, ripercorrere il nascere di quella tradizione, serata dopo serata, abbraccio dopo abbraccio, sforzo dopo sforzo, gioia dopo gioia, persona dopo persona con cui si è stretto un rapporto vero, anche quando pensavi che non avresti più avuto l’occasione per farlo.

Studiare il tango argentino è entrare in contatto con i binari lungo i quali quella tradizione si snoda, venire a conoscenza della necessità fisica dalla quale i suoi passi e la sua tecnica si sono sviluppati, fare esperienza dell’esplosione di espressività ed energia che scaturisce dai suoi vincoli – come le caviglie che si sfiorano (così come la parte interna delle cosce), le punte dei piedi sempre leggermente aperte, i cuori rivolti gli uni agli altri, la differenziazione tra il petto e il bacino, quella più complessa tra colonna lombare e bacino (che permette di scaricare il peso sulla parte interna dei piedi appoggiata a terra), le ginocchia un po’ piegate, lo scivolare la punta del piede fino all’istante subito prima di staccarla dal pavimento ed eseguire il passo, il suo tipico abbraccio. Non da ultimo, il rapporto tra “maschile” e “femminile” che non esaurisce poi le parti in campo: quel rapporto entra a sua volta in relazione con “chi guida” e “chi segue”, per scoprire che tutti si scambiano con tutti e si mescolano e si ritrovano più felici, e completi, alla fine di quella gran confusione –.
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"ogni via è una via"
Per tutte queste ragioni mi sono trovata a insegnare il tango e a studiarlo anche per insegnarlo, per trasmettere il mio metodo e il mio sguardo su di esso. Perché oltre i confini della tradizione, in continuità con essa, nasce il tango di ciascuno.
Il mio forse è attratto dalle spirali più che da ogni altra cosa, sente nei flussi dei movimenti del tango che si susseguono uno dopo l’altro la rappresentazione e lo sprigionarsi dell’energia di cui siamo fatti. Ma forse è solo per la mia attrazione fatale nei confronti di tutti i linguaggi simbolici e chissà quali altre direzioni prenderà il mio tango ancora…

Ogni via è una via, comunque. Mi piace ripeterlo di quando in quando, parafrasando Lao Tse nel Tao Te Ching. Il tango non fa eccezione. Come tutte le vie, anche il tango è metafora del vivere e a vivere insegna, al tempo stesso contenimento e libertà, sponda e trampolino.
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