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Movimento, ascolto, consapevolezza

Abitudini e stile di vita: il cambiamento parte da te

MICHELA CARPANELLI

Cambiamento e personalizzazione: un approccio su misura

Passando in rassegna le nostre giornate, cosa troviamo che torna sempre uguale?

Risveglio, colazione, lavoro, gestione di alcune relazioni (a casa, al lavoro, …), ripetizione dello stesso schema (un altro pasto, di nuovo lavoro, …), tempo libero (attività fisica, formazione, svago, …), sonno… Cosa torna uguale tutti i giorni? Cosa manca all’appello? Sonno? Formazione? Attività fisica?



Il mio approccio al tema ABITUDINI E STILE DI VITA mette al centro il concetto di CAMBIAMENTO e di come avviene, con grande riguardo alla PERSONALIZZAZIONE, cioè alla necessità di considerare che ogni persona è diversa dall’altra e quindi ha bisogni diversi che richiameranno strategie diverse.

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Riconoscere le abitudini prima di cambiarle

Per quanto mi riguarda, quando parliamo di cambiare delle abitudini, non possiamo mai parlare di correzioni.

Il mio approccio al tema delle abitudini – anche quando si tratta di cibo, utilizzo del tempo libero, convinzioni, vita di relazione – è lo stesso di quando si parla di movimento, perché il funzionamento è sempre quello di un sistema nervoso, con una periferia e un centro che è il cervello.


Per prima cosa si deve RISPETTO e RICONOSCIMENTO alle abitudini che ci hanno portato fino a qua, quindi vigenti. Solo in seconda battuta si può guardare all’introduzione di qualcosa di nuovo; il SUGGERIMENTO di NUOVE OPZIONI avviene in un secondo momento rispetto alla mappatura del paesaggio di partenza e avendo cura che ogni persona ne faccia esperienza a piccole dosi che le lascino il tempo di ascoltare, in autonomia, quello che sente via via che le mette alla prova, una per una. In questo modo, ciascuno sceglierà ciò che è meglio sulla base delle proprie preferenze e ciò cambierà da persona a persona, nonostante la somiglianza di fondo tra tutte le esperienze diverse (archetipi).


Quando vogliamo cambiare le nostre abitudini, una qualsiasi cosa della nostra vita, ciò accade per due motivi: o abbiamo un problema, un malessere da risolvere; oppure stiamo rispondendo al richiamo di qualcosa che ci interessa e ci dà piacere, stiamo cercando di fare spazio nella nostra vita a qualcosa per il fatto che ci gratifica. Per il resto, ciascun sistema nervoso sperimenta una sorta di forza d’inerzia che lo spinge a RESTARE dove si trova.


Per questo è importante non solo amare ciò che si è, indipendentemente dal punto in cui ci si trova, ma anche riconoscere ai problemi il potenziale di spinta propulsiva e costruttiva verso un futuro che ci assomiglia di più.

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Allenare il cambiamento in modo consapevole

Un sano rapporto con le abitudini e il cambiamento va però allenato. E come tutti gli allenamenti anche questo deve avvenire in un ambiente protetto in cui le qualità che poi ci serviranno “in corsa” – nella vita di tutti i giorni, quando saremo alle prese con situazioni stringenti ed emotivamente coinvolgenti – possano emergere e venire registrate nel profondo, per esperienza diretta e non come conseguenza di un giudizio negativo (nostro o di altri, non importa quanto titolati siano).



Riconoscimento e accoglienza del punto in cui ci si trova e proposta di nuove possibilità da mettere al vaglio delle proprie sensazioni possono essere sperimentati in una qualunque delle sequenze di movimento del Metodo Feldenkrais.


Torniamo al passaggio in rassegna delle nostre giornate: cosa torna uguale tutti i giorni? Cosa ci viene così servito su un piatto d’argento e possiamo sfruttare come un gancio a cui appendere delle buone prassi, a vantaggio della nostra salute?

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